Ordinamento statale

Il futuro ordinamento statale italiano riprenderà in gran parte quello romano, che costituiva la perfetta armonia tra monarchia (rappresentata dai consoli), aristocrazia (classe senatoria) e democrazia (tribuni della plebe).

Capo dello Stato e detentore del potere esecutivo sarà il Presidente, eletto a suffragio universale, il quale non avrà bisogno della fiducia parlamentare e avrà il compito di formare il governo.

Il potere legislativo spetterà alla classe senatoria, costituita da 150 senatori: tra i candidati, aventi ogni requisito per esserlo (vedi “La riforma scolastica”), se ne eleggeranno 10 in ogni cantone, eletti da tutti i residenti del cantone aventi diritto al voto.

Spetterà al Presidente la votazione della Corte Suprema, garante del potere giudiziario e della costituzione.

Per quanto riguarda i consigli cantonali, potranno candidarsi tutti coloro che hanno conseguito un diploma. Il numero dei consiglieri cantonali varierà a seconda del numero degli abitanti del cantone secondo il rapporto 1:50.000(ergo, 1.000.000 di abitanti=20 consiglieri). I consigli cantonali, oltre a funzioni legislative, amministrative, di controllo, di indagine e d’ inchiesta avranno anche il diritto di veto sulle leggi approvate in Senato, ma solo se in 8 su 15 consigli cantonali si approva la proposta di veto.

Ogni comune dovrà avere il numero minimo di 30.000 abitanti, sicché paesi che non raggiungono tale cifra dovranno riunirsi in un unico comune e il numero dei consiglieri comunali varierà secondo il rapporto 1:1000 (comune con numero di abitanti minimo=30 consiglieri).

Ogni carica avrà un mandato di 5 anni, allo scadere dei quali si ritornerà alle elezioni, salvo scioglimenti dovuti alla perdita della maggioranza o dimissioni.